Duran Duran

Nel 1978 il tastierista Nick Rhodes, DJ in un locale di Birmingham, e il chitarrista John Taylor, fondano un gruppo cui danno il nome di un personaggio del film “Barbarella”. A loro si uniscono inizialmente Stephen Duffy, cantante, e Simon Colley, bassista. Questi ultimi se ne vanno convinti che il gruppo “non sia abbastanza rock”, e il solo Duffy avrà una carriera solista degna di nota. Il nuovo cantante, l’ex Tv Eye Andy Wickett, porta con sè il batterista Roger Taylor. I quattro, realizzato un demo con il brano “Girls on film”, perdono Wickett, che forma i World Service. Nel 1980 viene ingaggiato come chitarrista Andy Taylor, e il suo omonimo John passa al basso. Poco dopo il gruppo ingaggia come cantante, uno studente universitario di nome Simon Le Bon.

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Nel 1981 la EMI pubblica il loro singolo “Planet Earth”, che raggiunge il n.12 nelle charts. Ma è “Girls on film”, col video sexy diretto dagli ex 10cc Godley & Creme, a imporli: il primo album DURAN DURAN entra nelle charts, e ci passerà 118 settimane. Per il loro look e le atmosfere che, dopo il punk, ritornano al primo Bowie e ai Roxy Music, i Duran vengono catalogati come “new romantic” definizione che verrà estesa a Visage e Spandau Ballet. In particolare, l’interesse per l’immagine li porta a fare amicizia con Andy Warhol, e a incaricare il giovane regista Russell Mulcahy di approfondire le potenzialità di un mezzo di espressione nascente, quello dei video musicali che la neonata Mtv sta proponendo in America. Il risultato è una serie di filmati esotici ed eleganti, realizzati tra Sri Lanka e Antigua, che accompagneranno i singoli successivi, spingendo l’album RIO in tutta Europa e, qualche mese dopo, anche negli Usa, dove ottiene il disco di platino. La scalata al successo è rapida: la Principessa Diana li indica come suo gruppo preferito, e sempre più spesso nei loro confronti si verificano scene di isteria che non si vedevano dai tempi dei Beatles. Mentre il gruppo si gode il suo momento di “stardom” non disdegnando qualche eccesso, i critici affilano le armi contro, identificando l’attenzione per il “look” con il culto dell’apparenza e il crescente “disimpegno” del nuovo decennio. L’ipotesi parrebbe avvalorata dal fatto che SEVEN AND THE RAGGED TIGER (fine ’83), inferiore all’album precedente, ha successo a prescindere dal suo valore. Nel 1984 Nile Rodgers degli Chic, con un abile remix, spinge le vendite del singolo “The reflex”, mentre il gruppo insiste sulla strada dei video con il minikolossal ARENA, film-concerto girato dal solito Mulcahy (futuro regista di “Highlander”), dal quale verranno ricavati un album dal vivo e il singolo “Wild boys”. Quest’ultimo è portato al Festival di Sanremo del 1985, durante il quale la “Duranmania” raggiunge il suo apice in Italia – ma a fianco delle ragazzine osannanti, e dei “paninari” che si definiscono “Wild boys” cresce il fronte compatto di chi non li può soffrire.

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Un contributo in tal senso viene dato da un instant-book intitolato “Sposerò Simon Le Bon”, scritto da Clizia Gurrado, giovanissima figlia di un giornalista (e secondo alcune voci maligne, vero autore del libro), dal quale è ricavato un film di spettacolare stupidità. Intanto, lo stress spinge i cinque a cercare vie di fuga: quasi tutti si fidanzano o sposano (Roger con una ragazza italiana, Simon e John con notissime indossatrici), Nick pubblica un libro di foto computerizzate, Simon si dà alle avventure in barca a vela (rischiando di morire in alto mare), Andy comincia un album solista (con Steve Jones dei Sex Pistols) e nascono due gruppi paralleli: i Power Station (John, Andy, Robert Palmer e Tony Thompson, con la produzione di Bernard Edwards degli Chic) e gli Arcadia (Simon, Nick e Roger). Entrambi pubblicano un disco – SO RED THE ROSE dei secondi è quello che si comporta meglio, ma raggiunge solo il n.30 nel Regno Unito.Il gruppo si ricompatta grazie al brano portante del film “A view to a kill”, della serie di James Bond. Un acuto particolarmente impegnativo contenuto nel pezzo tradirà Simon Le Bon durante il Live Aid di Philadelphia: la clamorosa “stecca” è un duro colpo per il gruppo, già poco stimato dagli addetti ai lavori. A fine anno Roger annuncia l’addio – a causa dello stress. Pochi mesi dopo, Andy non si presenta alle sessions per il nuovo album NOTORIOUS: col batterista nasce una guerra di carte bollate, che riduce il gruppo a un trio. L’album, nonostante l’intensa attività promozionale e il massacrante tour che nel 1987 li porta anche in sette stadi italiani (il più grande, quello di Milano) ha esiti commerciali deludenti – in patria raggiunge solo il n.7, in Italia è superato da “Through the barricades” dei rivali Spandau Ballet – peraltro, giunti al canto del cigno. Infatti, nel 1988 l’entusiasmo attorno ai pochi superstiti della “British invasion” di inizio decennio, è molto diminuito. L’album BIG THING, forse il loro disco più ambizioso dal punto di vista musicale, impallidisce in classifica rispetto a dischi come “Rattle and hum” degli U2 o al debutto di Tracy Duran Duran Chapman, emblemi del rifiuto dell’elettronica e del ritorno a una musica “da strada”.

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Quando nel 1990 esce LIBERTY, la “Duranmania” è finita. Quasi non ci si accorge dell’entrata a pieno titolo nella band del batterista Sterling Campbell e del chitarrista Warren Cuccurullo (già con Frank Zappa e coi Missing Persons). Anche per questo, è con una certa sorpresa che il mondo decreta il successo di “Ordinary world”, singolo che nel 1993 traina THE WEDDING ALBUM. Purtroppo, durante il tour del ritorno, Simon accusa gravi problemi alle corde vocali. Nel 1995 viene pubblicato un album di “cover”, THANK YOU, che li vede affrontare – con un po’ di scandalo da parte dei “puristi”, “Perfect day” di Lou Reed o “911 is a joke” dei Public Enemy. Nel 1996 Simon canta “Ordinary world” accanto a Pavarotti, a Modena – nuova “stecca” in prima serata. Nel 1997 John Taylor annuncia la propria intenzione di lasciare i Duran. A fine anno esce – solo negli Usa e in Giappone – MEDAZZALAND. Il disco è un fallimento commerciale, tanto che il gruppo e la casa discografica non si preoccupano di pubblicarlo in Europa. Nel 1998 Le Bon, Rhodes e Cuccurullo si separano dalla EMI, e Campbell dai Duran Duran. Nel 2000 i tre pubblicano POP TRASH per la Hollywood Records. Nel 2003 i Duran celebrano il loro venticinquesimo anniversario e la reunion della formazione originale, con una serie di concerti di grande successo, dall’America al Giappone, dall’Australia alla Nuova Zelanda. Nel 2004 esce per la Sony un nuovo album di inediti, ASTRONAUT, seguito da un altro tour. Nel 2006 Andy Taylor abbandona la band, costringendola a iniziare da capo il lavoro al nuovo disco che arriva finalmente nell’autunno 2007: ma nonostante la partecipazione di Timbaland e Justin Timberlake RED CARPET MASSACRE è un flop commerciale risultando il disco meno venduto del catalogo. La resurrezione avviene tre anni dopo, quando i Duran sono senza contratto discografico: prodotto da Mark Ronson (Amy Winehouse, Lily Allen, Kaiser Chiefs), ALL YOU NEED IS NOW riporta Le Bon e compagni ai suoni classici di “Rio”, e anche in classifica. L’album esce a dicembre 2010 solo in formato digitale; due mesi dopo arriva nei negozi la versione su Cd, con tre brani in più. Nell’estate 2011 la band è costretta ad annullare la tournée estiva per un problema alla voce di Simon LeBon.

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